Pastasciutta Antifascista
Non una rievocazione folkloristica, ma un gesto politico semplice e radicale: cucinare e mangiare insieme, nello spazio pubblico, per ricordare che la libertà non è un fatto individuale.
Il 25 luglio 1943, alla caduta del regime fascista, la famiglia Cervi offrì pastasciutta a tutto il paese.
Un gesto di festa, ma soprattutto di condivisione e di rottura: la fine di un potere e l’inizio di una possibilità.
Ripartiamo da lì.
Ogni anno prepariamo pastasciutta e la condividiamo, in piazza o davanti alla libreria.
Un piatto semplice, accessibile a tutte e tutti, che diventa occasione per stare insieme, parlare, ascoltare, prendere posizione.
Perché anche questo è antifascismo:
tenere insieme le persone, costruire comunità, sottrarre spazio all’indifferenza.
La pastasciutta antifascista non è nostalgia.
È memoria che si fa gesto.
Un modo per ricordare che la storia non è finita, e che certe parole – libertà, giustizia, uguaglianza – continuano a chiederci da che parte stare.
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